XVIII Convegno Scuola Lacaniana di Psicoanalisi
  • Il convegno
    • Presentazione
    • Comitato organizzativo
    • Programma
    • La locandina
    • Sede
    • Stampa
    • Eventi associati
  • Il tema
    • Testi di orientamento
    • Bibliografia
    • Dalla libreria
    • Dalle Segreterie di città
    • Contributi video
    • Dai cartelli
  • Argomenti
    • Il malentendu tra incontro e ripetizione
    • Scienza e corpo sessuato
    • Identità e genere
    • Inibizioni fantasie e agiti
    • Perversioni e Sublimazioni
    • La supplenza dell’amore
    • Dalle sette belle arti
    • Dai media
  • Iscrizione
  • Contatti
  • Menu Menu
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a X
  • Collegamento a Instagram

Le donne raccontano. Marco Focchi – AME SLP, AMP 


Sappiamo che Freud alla fine della sua vita era rimasto almeno con un enigma irrisolto, quello della sessualità femminile: non so cosa vuole una donna, diceva. Svelata la componente sessuale soggiacente all’isteria, messa in luce la sessualità infantile, Freud inciampava nel desiderio di Dora, che voleva la signora K, non suo marito come ci si sarebbe dovuto aspettare. D’altra parte non possiamo dire che l’epoca fosse favorevole a far parlare le donne del loro desiderio. Ne abbiamo testimonianza da uno scrittore amico di Freud, Stefan Zweig, che ci ha dato uno straordinario affresco d’epoca nel suo bel libro Il mondo di ieri. Se le donne di oggi a volte si sentono in obbligo, per non deludere il partner, di fingere l’orgasmo, sotto il regno della regina Vittoria, il cui alito morale ispirava l’Europa, le donne si ingegnavano piuttosto di nascondere l’orgasmo, se capitava loro di averlo, soprattutto se in un coito legale con il marito. A quel tempo, secondo quanto racconta Zweig, non solo si ignorava la sessualità infantile, ma anche la sessualità femminile era completamente misconosciuta. Una donna di per sé non solo non doveva manifestare espressioni di sessualità, ma si considerava che una donna avesse accesso al desiderio sessuale solo per due vie: quella legale del matrimonio, e quella illegale, per corruzione. Se il desiderio femminile non veniva risvegliato dal fuoco vivificatore di quello maschile, l’ipotesi di fondo era semplicemente che non esistesse. D’altra parte la cosa non si ferma al mondo di ieri, che per Zweig coincide con quello della Belle Epoque. Uno stimato psichiatra come Paul Julius Moebius fa uscire un libro – la cui data di pubblicazione , per ironia della sorte, coincide con quella in cui vide la luce L’interpretazione dei sogni – con il titolo: L’inferiorità mentale della donna. Sembra un titolo ironico vero?, fatto per creare un divertissement testuale alla Umberto Eco. Invece no, è un titolo serissimo, dove si leggono tra l’altro splendide perle come questa: “L’istinto rende la donna simile alle bestie, sempre dipendente da influenze estrinseche, sicura di sé e gaia. In essa s’agita la singolare forza dell’istinto, che la rende veramente mirabile e attraente. Molte caratteristiche femminili sono connesse a codesta somiglianza con le bestie: anzi tutto la mancanza di giudizi propri”. Vi sembrano giudizi arbitrari? No, affatto. Moebius è un positivista convinto e porta le prove, non come quando si cita arbitrariamente aggiungendo: “Studi dicono che…”. Lui va al concreto, cioè al cervello: “ Resta completamente dimostrato che nella donna porzioni del cervello sono meno sviluppate che nell’uomo, porzioni della massima importanza per la vita psichica, quali le circonvoluzioni del lobo frontale e temporale, e questa differenza esiste fin dalla nascita” E non pensate che si tratti solo di opinioni: qui c’è la scienza al lavoro: Th. L. W. Von Bischoff, professore di anatomia a Monaco, ha pesato 559 cervelli maschili e 347 cervelli femminili (virtù sublimi della quantificazione, ma chissà perché hanno trovato più cervelli maschili che femminili) con il risultato di una media di 1362 grammi per il cervello maschile e di 1219 per quello femminile. Che altra deduzione se ne può ricavare se non quella che dà il titolo al libro di Moebius? Avanzando nel secolo XX le cose non migliorano subito, se consideriamo il libro di Betty Friedan La mistica della femminilità (citato anche da Lacan). La mistica della femminilità è quella che, negli anni Cinquanta, in America, presenta la donna come soddisfatta di fare bambini, crescerli, pulire la casa e aspettare il marito dopo avergli preparato la cena. Parte del successo della psicanalisi nell’America degli anni Cinquanta è alimentato da queste donne che alla fine dovevano pur parlare con qualcuno! Ma dopo gli anni Cinquanta vengono i Sessanta e i Settanta, gli anni della rivoluzione sessuale, e le donne non sono più messe a tacere nei loro orgasmi o chiuse in casa a badare alle faccende. Man mano il panorama si trasforma. Oggi abbiamo tutta una significativa letteratura di donne che non solo parlano della loro sessualità, ma che hanno traversato esperienze estreme e le raccontano senza inibizioni. Lacan per dipanare il desiderio femminile ascoltava le mistiche, ammirava l’orgasmo marmoreo della Santa Teresa di Bernini. Oggi le autrici ci parlano di orgasmi che non sono più imprigionati nella pietra, e che sono molto meno mistiche e molto più carnali. Emma Becker sin da bambina era incuriosita dall’idea della prostituzione. Dopo un’adolescenza ispirata dalla curiosità erotica nei confronti degli uomini, curiosità che soddisfa generosamente e che ci racconta nel suo primo libro Monsieur, a venticinque anni va a vivere a Berlino, dove la prostituzione è legale. Vuole scrivere un libro a metà tra il giornalismo e la letteratura, e non vuole fare la parte dell’antropologa, dell’osservatrice esterna. Trascorre quindi un paio d’anni a lavorare in un bordello di classe che dà il titolo al suo secondo libro: La maison. È una straordinaria ricognizione sul desiderio femminile, “un’osservazione al microscopio del mio sesso, di cosa significa essere donna e nient’altro, e di venire pagata per esserlo”. Se l’esplorazione di Emma Becker è disinvolta e gioiosa, quella di Nelly Arcan è tesa e drammatica. Per pagarsi gli studi universitari esercita come Escort, ma il suo libro porta il titolo più schietto di Putain, perché, dice, in realtà si tratta dello stesso mestiere. Nelly Arcan fa nel frattempo un’analisi con un analista con il quale non riesce molto a parlare. Quindi scrive, e i suoi testi hanno un vero valore letterario. È il suo analista a spingerla a pubblicarli. Chi invece esplora il “senza limiti” del femminile è Virginie Despentes, femminista radicale, “fidanzata” di quel Paul Preciado che abbiamo conosciuto durante le Journées dell’anno scorso a Parigi. Il suo primo libro, Baise-moi, è una sorta di Thelma e Louise estremizzato, che non risparmia nulla nell’erotismo, nella droga, nella morte. C’è poi Grisélidis Réal, portabandiera dei diritti della prostitute, con lo slogan “La prostituzione è un atto rivoluzionario”, ed è, afferma, un’arte, un umanesimo, una scienza. Il suo libro, Il nero è un colore, si riferisce al colore della pelle di quelli che sono stati i suoi amanti prediletti. Direi che è il momento per noi, accanto alla lettura delle mistiche, di accostarci ai libri di queste donne che non hanno lesinato nell’esplorare e nel raccontare senza ambagi l meandri del loro desiderio, e sicuramente abbiamo a disposizione un materiale più ricco e più esplicito di quanto ne avesse Freud. È vero che anche allora c’erano donne intelligenti, libere e disinvolte nella vita sessuale, come la sua amica e allieva Lou Salomé, ma in quel tempo era piuttosto l’eccezione che svettava sullo sfondo di un silenzio assordante.

Cerca

Search Search

Il reale del sesso

XVIII Convegno della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi
Roma, 29 e 30 maggio 2021

Argomenti

  • Il malentendu tra incontro e ripetizione
  • Scienza e corpo sessuato
  • Identità e genere
  • Inibizioni fantasie e agiti
  • Perversioni e Sublimazioni
  • La supplenza dell’amore
  • Dalle sette belle arti
  • Dai media

Cerca

Search Search
© Copyright - Scuola Lacaniana di Psicoanalisi | Privacy policy
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

Accetta e chiudiImpostazioni Cookie e Privacy

Impostazioni Cookie e Privacy



Come usiamo i cookie

Potremmo richiedere che i cookie siano attivi sul tuo dispositivo. Utilizziamo i cookie per farci sapere quando visitate i nostri siti web, come interagite con noi, per arricchire la vostra esperienza utente e per personalizzare il vostro rapporto con il nostro sito web.

Clicca sulle diverse rubriche delle categorie per saperne di più. Puoi anche modificare alcune delle tue preferenze. Tieni presente che il blocco di alcuni tipi di cookie potrebbe influire sulla tua esperienza sui nostri siti Web e sui servizi che siamo in grado di offrire.

Cookie essenziali del sito Web

Questi cookie sono strettamente necessari per fornirvi i servizi disponibili attraverso il nostro sito web e per utilizzare alcune delle sue caratteristiche.

Poiché questi cookie sono strettamente necessari per fornire il sito web, rifiutarli avrà un impatto come il nostro sito funziona. È sempre possibile bloccare o eliminare i cookie cambiando le impostazioni del browser e bloccando forzatamente tutti i cookie di questo sito. Ma questo ti chiederà sempre di accettare/rifiutare i cookie quando rivisiti il nostro sito.

Rispettiamo pienamente se si desidera rifiutare i cookie, ma per evitare di chiedervi gentilmente più e più volte di permettere di memorizzare i cookie per questo. L’utente è libero di rinunciare in qualsiasi momento o optare per altri cookie per ottenere un’esperienza migliore. Se rifiuti i cookie, rimuoveremo tutti i cookie impostati nel nostro dominio.

Vi forniamo un elenco dei cookie memorizzati sul vostro computer nel nostro dominio in modo che possiate controllare cosa abbiamo memorizzato. Per motivi di sicurezza non siamo in grado di mostrare o modificare i cookie di altri domini. Puoi controllarli nelle impostazioni di sicurezza del tuo browser.

Altri servizi esterni

Utilizziamo anche diversi servizi esterni come Google Webfonts, Google Maps e fornitori esterni di video. Poiché questi fornitori possono raccogliere dati personali come il tuo indirizzo IP, ti permettiamo di bloccarli qui. Si prega di notare che questo potrebbe ridurre notevolmente la funzionalità e l’aspetto del nostro sito. Le modifiche avranno effetto una volta ricaricata la pagina.

Google Fonts:

Impostazioni Google di Enfold:

Cerca impostazioni:

Vimeo and Youtube video embeds:

Privacy Policy

Puoi leggere i nostri cookie e le nostre impostazioni sulla privacy in dettaglio nella nostra pagina sulla privacy.

Privacy policy
Accetta le impostazioniNascondi solo la notifica