XVIII Convegno Scuola Lacaniana di Psicoanalisi
  • Il convegno
    • Presentazione
    • Comitato organizzativo
    • Programma
    • La locandina
    • Sede
    • Stampa
    • Eventi associati
  • Il tema
    • Testi di orientamento
    • Bibliografia
    • Dalla libreria
    • Dalle Segreterie di città
    • Contributi video
    • Dai cartelli
  • Argomenti
    • Il malentendu tra incontro e ripetizione
    • Scienza e corpo sessuato
    • Identità e genere
    • Inibizioni fantasie e agiti
    • Perversioni e Sublimazioni
    • La supplenza dell’amore
    • Dalle sette belle arti
    • Dai media
  • Iscrizione
  • Contatti
  • Menu Menu
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a X
  • Collegamento a Instagram
Un sapere certo
Alide Tassinari (membro SLP /AMP)

Anche se si vive in una città di provincia, a volte succede, di assurgere all’onore delle cronache nazionali[1]. Così l’omelia durante la messa domenicale[2] del 21 marzo di un sacerdote di Cesena è diventata, in piena pandemia e in zona rossa, una notizia. Il tema che il parroco don Paolo illustrava dal pulpito con grande enfasi e partecipazione emotiva era quello della vita e della morte. Don Paolo ha spiegato che una casa farmaceutica si procura i vaccini anti covid utilizzando cellule di feti vivi (sigh!) procurati da donne compiacenti e povere che “si facevano ingravidare per poi abortire”.
I giornali nazionali e non hanno riportato la notizia trattandola come un incidente di percorso che lo zelo del parroco non ha potuto evitare e quindi don Paolo è risultato essere una povera vittima delle fakenews sulla ricerca scientifica e sulla scienza che, così numerose nei media, fanno correre questo pericolo a ognuno. La non ritrattazione del parroco, interrogato dai giornalisti, non è servita a toglierlo da quella posizione di vittima o di ignurantaz[3]; lui imperterrito, ha continuato a dirsi convinto di quel “mercato” fatto in nome di una pratica definita come una “mors tua, vita mea” di cui, lui, si dice disgustato. Così il don, come un novello Savonarola, continua a credere a tale pratica e ne proclama l’empietà.
La risonanza sui social ha preso avvio grazie a una associazione di donne[4] della stessa città, che, al contrario della vox populi ha rilevato nell’omelia una non nascosta misoginia e un attacco alla legge dello Stato n. 194/1978[5]. Nel comunicato stampa ai giornali l’associazione Ipazia scrive che «Il ripetuto eloquio/sproloquio durante la messa di “feti abortiti vivi” ci fa inorridire per la crudezza e la rozzezza» e ancora «Ci stupiscono i toni da crociata che nel ventunesimo non dovrebbero essere più utilizzati: anche questo è un fondamentalismo verbale» e termina con «Ignobile è anche sfruttare la tragedia della pandemia con il correlato di morti e di paura, per diffondere odio e oscurantismo». Non stupisce tanto il fatto di avvallare le tesi dei no-vax, quanto il minare le basi per una convivenza civile tra persone che hanno diversi modi di pensare la vita e la morte e di conseguenza la sessualità. Scorrendo i diversi articoli sulle diverse testate giornalistiche si legge che il parroco che regge le sorti di tre parrocchie nella Diocesi cesenate, è lo stesso che non ha mai voluto che le bambine “servissero messa” come succede in molte altre realtà italiane, in sintonia con l’evoluzione della nuova cultura cattolica[6]. Infatti, la Congregazione per il culto divino ha aperto questo servizio, ai ministranti, a tutti i laici, senza distinzioni di sesso. Per Don Paolo l’altare non è una faccenda di donne onde evitare, così si è espresso, “distrazioni” nei fedeli (maschi?) che assistono alle funzioni religiose.
Ecco i veri scrupoli di coscienza che fanno capolino in comportamenti come quelli descritti sopra. Nel dritto filo della misoginia ci sta la sessualità e la riproduzione della vita. Lacan ne aveva già parlato negli anni Settanta dello scorso secolo …
«D’altro canto, ciò a cui conduce il godimento non ha niente a che fare in senso stretto con la copulazione, in quanto questa è, diciamo così, il modo usuale – ma cambierà – in cui nella specie dell’essere parlante ha luogo la riproduzione. In altri termini, c’è una tesi: non c’è rapporto sessuale – mi riferisco all’essere parlante – e c’è un’antitesi, che è la riproduzione della vita. Quest’ultima è un tema ben noto, nonché l’attuale vessillo della Chiesa cattolica, di cui bisogna salutare il coraggio. La Chiesa cattolica sostiene che c’è un rapporto sessuale che è quello che si risolve nel fare dei bambini. È un’affermazione assolutamente sostenibile, solo che è indimostrabile. Nessun discorso può sostenerla salvo il discorso religioso, in quanto esso definisce la netta separazione che c’è tra la verità e il sapere. In terzo luogo, non c’è una sintesi, a meno che non chiamiate sintesi quell’osservazione per cui c’è godimento solo nel morire»[7].
Per fortuna non tutta la Chiesa Cattolica ha queste posizioni oltranziste; queste concezioni continuano però a essere portate avanti da associazioni pro-vita specialmente nelle provincie italiane, anche utilizzando menzogne scientifiche. Sono posizioni nelle quali si riscontrano certezze di un sapere sull’uomo e sulla donna, sui corpi sessuati e per questo adatti alla riproduzione della vita, su cosa sia la vita, la morte e il sesso. Ma su «Tutti questi problemi dipendono dal controllo di quanto accade al livello della riproduzione della vita, in esseri che, per il fatto di parlare, si trovano ad avere ogni sorta di problemi di coscienza. È inaudito che non ci si sia accorti che i problemi di coscienza sono problemi di godimento. […] non è affatto necessario e non è affatto sufficiente comprendere qualcosa perché avvenga un cambiamento»[8].
Appunto, non è della comprensione che qui si tratta.

[1] M. Gramellini, Don Fake in Il Corriere della Sera, 24 marzo 2021;
https://corrieredibologna.corriere.it/bologna/cronaca/
https://www.ilrestodelcarlino.it/cesena/cronaca/omelia-vaccini-feti-vivi- ; https://video.lastampa.it/dossier/coronavirus/l-omelia-choc-del-parroco ;
Lascio a chi vorrà continuare la ricerca  [N.d.A.].
[2] Messa domenicale trasmessa tramite Facebook, nella pagina della Parrocchia di San Rocco, ora non più visibile.
[3] Termine che in dialetto romagnolo significa ignorante.
[4] Ipazia liberedonne https://www.ipazialiberedonne.it/ e https://www.facebook.com/ipazialiberedonne/ . Si può visionare il video della omelia nella pagina Facebook di Ipazia liberedonne in data 23 marzo 2021.
[5]  Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza.
[6] L’attuale Codice di Diritto Canonico, emanato nel 1983, prevede al canone 230 che i fedeli laici possano svolgere funzioni liturgiche, sia pure per incarico temporaneo e a norma del diritto vigente. La disposizione del canone non dice altro e ha dato il via a dubbi e interpretazioni diverse. Di fronte ad alcune interrogazioni poste, nel 1992 la Congregazione per il Culto divino e la disciplina dei sacramenti ha pubblicato un’interpretazione autorevole e autentica del suddetto canone: il servizio all’altare deve essere considerato tra le funzioni liturgiche aperte ai laici di entrambi i sessi, secondo le eventuali istruzioni date in merito dalla sede apostolica
[7] J. Lacan, Sapere, ignoranza, verità e godimento [1971], in Il mio insegnamento e Io parlo ai muri, a cura di A. Di Ciaccia, Roma, Astrolabio, 2014, p. 114.
[8] Ivi, p. 115.

Cerca

Search Search

Il reale del sesso

XVIII Convegno della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi
Roma, 29 e 30 maggio 2021

Argomenti

  • Il malentendu tra incontro e ripetizione
  • Scienza e corpo sessuato
  • Identità e genere
  • Inibizioni fantasie e agiti
  • Perversioni e Sublimazioni
  • La supplenza dell’amore
  • Dalle sette belle arti
  • Dai media

Cerca

Search Search
© Copyright - Scuola Lacaniana di Psicoanalisi | Privacy policy
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

Accetta e chiudiImpostazioni Cookie e Privacy

Impostazioni Cookie e Privacy



Come usiamo i cookie

Potremmo richiedere che i cookie siano attivi sul tuo dispositivo. Utilizziamo i cookie per farci sapere quando visitate i nostri siti web, come interagite con noi, per arricchire la vostra esperienza utente e per personalizzare il vostro rapporto con il nostro sito web.

Clicca sulle diverse rubriche delle categorie per saperne di più. Puoi anche modificare alcune delle tue preferenze. Tieni presente che il blocco di alcuni tipi di cookie potrebbe influire sulla tua esperienza sui nostri siti Web e sui servizi che siamo in grado di offrire.

Cookie essenziali del sito Web

Questi cookie sono strettamente necessari per fornirvi i servizi disponibili attraverso il nostro sito web e per utilizzare alcune delle sue caratteristiche.

Poiché questi cookie sono strettamente necessari per fornire il sito web, rifiutarli avrà un impatto come il nostro sito funziona. È sempre possibile bloccare o eliminare i cookie cambiando le impostazioni del browser e bloccando forzatamente tutti i cookie di questo sito. Ma questo ti chiederà sempre di accettare/rifiutare i cookie quando rivisiti il nostro sito.

Rispettiamo pienamente se si desidera rifiutare i cookie, ma per evitare di chiedervi gentilmente più e più volte di permettere di memorizzare i cookie per questo. L’utente è libero di rinunciare in qualsiasi momento o optare per altri cookie per ottenere un’esperienza migliore. Se rifiuti i cookie, rimuoveremo tutti i cookie impostati nel nostro dominio.

Vi forniamo un elenco dei cookie memorizzati sul vostro computer nel nostro dominio in modo che possiate controllare cosa abbiamo memorizzato. Per motivi di sicurezza non siamo in grado di mostrare o modificare i cookie di altri domini. Puoi controllarli nelle impostazioni di sicurezza del tuo browser.

Altri servizi esterni

Utilizziamo anche diversi servizi esterni come Google Webfonts, Google Maps e fornitori esterni di video. Poiché questi fornitori possono raccogliere dati personali come il tuo indirizzo IP, ti permettiamo di bloccarli qui. Si prega di notare che questo potrebbe ridurre notevolmente la funzionalità e l’aspetto del nostro sito. Le modifiche avranno effetto una volta ricaricata la pagina.

Google Fonts:

Impostazioni Google di Enfold:

Cerca impostazioni:

Vimeo and Youtube video embeds:

Privacy Policy

Puoi leggere i nostri cookie e le nostre impostazioni sulla privacy in dettaglio nella nostra pagina sulla privacy.

Privacy policy
Accetta le impostazioniNascondi solo la notifica